18th Ace Cafè Reunion
Come i mussulmani una volta nella vita devono andare in pellegrinaggio alla Mecca per pregare sulla perla nera di Maometto e i cattolici devono andare a Roma in visita alla basilica di San Pietro, così un ROCKER almeno una volta nella vita deve andare all’AceCafè di Londra per toccare con mano l’atmosfera in puro stile “59” di un posto che in Europa ha fatto la storia del cafè racer style.
Pensate che il bello di questo locale non è tanto la musica rockabilly suonata dai migliori gruppi in circolazione, non è tanto che le moto siano parcheggiate in ordine sotto la bandiera dello stato dove sono state prodotte (Italia, Germania, Stati uniti, Gran Bretagna o Giappone) e non è tanto che centinaia di preparazioni cafè racer siano lì a farsi fotografare, ma lo spettacolo è che un foltissimo gruppo di arditi di tutta Europa si ritrovi a Sollingen (D) e che dopo 921 km arrivino in parata a Londra (GB) con delle moto prodotte in anni in cui molti di noi non erano ancora nati.
Non contenti il sabato mattina, dopo una english breakfast servita alle 7.00, alle 10.30 partono tutti insieme per la sfilata che arriva a Battersea Park nel centro di Londra … Sono solo 20 km ma ci sono talmente tante moto che i primi ad arrivare sono già a pranzo quando gli ultimi devono ancora partire.
Le due feste serali, quella di venerdì e quella di sabato, sono un tripudio di giubbotti di pelle, caschetti a scodella, di pin-up brillantina e riccioli a “banana” e, che come in una puntata di Happy Days o in un film come Grease, centinaia di persone bevono frullati e mangiano hamburgers ascoltando e ballando il vero rock and roll che non proviene da un juke box, ma da un palco dove le bands fanno tirare le corde alle chitarre e fanno roteare i contrabbassi.
Mi guardo in giro e penso “ma com’è possibile che non ci sia nessun italiano?” e appena rivolgo l’obbiettivo della macchina fotografica all’interno del locale vengo smentito da un tavolo di ragazzi del “TORINO CHAPTER” che tra un fish and chips e una birra (altro che frullati e frappè) riescono ad italianizzare nel miglior spirito questa serata magica ma fino ad allora un po’ freddina.
Allora sotto con i brindisi e che il “fulmine alla brillantina” colpisca anche loro dritto al cuore, e nel più classico spirito anni ’60 nè si va a letto tardi e nè ubriachi ma ebbri di felicità per una serata veramente particolarissima.
Entrare in questo mondo anni ’60 ed uscirne per tornare in albergo dà una sensazione stranissima, è come se con la macchina del tempo si potesse tornare in quegli anni … Niente iphone o ipad o tablet o mp4, ma solo gasoline, cuoio e rock and roll.
Si respira una sana voglia di divertirsi anche perché la security e la polizia ci sono ma non si vedeno, consci del fatto che non dovranno intervenire perché nessuno è lì per rovinare uno spettacolo, ma per godersi appieno le sensazioni hot rod e socal che solo un luogo “mitico” in una occasione speciale sa regalare.
Finalmente qualcosa per cui poter dire con orgoglio di essere italiano … Quando vedi sotto la bandiera del tuo paese che garrisce al vento una distesa di MOTO GUZZI, LAVERDA, BENELLI e GILERA ammirate da tutti e fotografate a più non posso … Peccato solo che siano tutte targate tedesche!!!
Durante il volo di rientro ancora sento nelle orecchie le note dei THE HICKSVILLE BOMBERS o della DOGGONE HONKABILLY BAND sicuro di aver partecipato ad un evento che non scorderò tanto facilmente.
Firmato
Raffaele “blutarsky” Fanti

